Il nuovo sistema di rilevazione di Audiweb (che conta anche gli utenti di Facebook)

 

Audiweb e Nielsen si alleano con Facebook per calcolare l’audience dei contenuti che gli editori pubblicano su internet. Al social network di Mark Zuckerberg, d’altronde, sono iscritti almeno 31 milioni di italiani, calcola We are social, e l’84% degli intervistati da Blogmeter usa Facebook più volte al giorno. Di conseguenza, offre il bacino di utenti profilati più ricco da cui Audiweb e Nielsen possono pescare per tracciare l’identikit di chi legge articoli di finanza in rete, chi guarda tutorial di cucina o scarica app per esercizi sportivi. E indicare così ai propri soci quali sono i preferiti dal pubblico e dove è più redditizio investire in pubblicità.

Dall’anno prossimo cambia il metodo con cui Audiweb analizzerà il pubblico degli utenti di internet. La società, che si occupa di misurare l’audience online in Italia per i suoi azionisti, ossia gli editori del web, gli investitori in pubblicità e le agenzie di comunicazione, ha adottato un programma della multinazionale statunitense, Nielsen, che fa ricerche di consumo, per la sua nuova rilevazione: Audiweb 2.0.

Il cosiddetto Software Development Kit (Sdk) è a tutti gli effetti un contatore delle visualizzazioni, quindi calcola quanti utenti di internet fruiscono di un contenuto editoriale. Riesce a farlo anche quando il contenuto viene visualizzato dalla piattaforma di un terzo operatore. Facciamo un esempio: se leggo un articolo di Wired su Facebook, Sdk riconosce che io sto consumando un contenuto di Wired e attribuisce questi dati di audience alla testata e non al social network. Prima, invece, Audiweb non riusciva a fare luce su questo traffico, che rimaneva perciò indistinto. Il programma distingue modalità come l’in-app browsing o gli instant article. Così come riconosce le piattaforme da cui ci si collega: computer fisso, smartphone o tablet.

A questo punto entra in gioco Facebook. Ai soci di Audiweb non interessa sapere solo quanto sia stato letto un articolo, ma se sia piaciuto di più a uomini o a donne e di che età. Nielsen perciò spedirà alla fine di ogni giornata i risultati dei suoi contatori a Facebook, sotto forma di stringhe criptate, e chiederà di abbinare la visualizzazione avvenuta tramite il social ai parametri di età e sesso dell’utente che l’ha realizzata. Al termine del processo, Nielsen saprà, per esempio, che un video è stato visto per le più da donne over 60 o da giovanotti tra 25 e 30 anni. A quel punto il dato viene aggiustato. Come? Confrontando il risultato emerso da Facebook con i profili di consumo del campione di Audiweb, 40mila persone selezionate per rappresentare statisticamente la società italiana. “In questo modo eliminiamo lo sporco dei big data, come profili con informazioni sbagliate o finti”, spiega Luca Bordin, direttore generale vendite e soluzioni per i media di Nielsen. E aggiunge: “Le informazioni sono criptate, quindi noi non conosceremo l’identità di chi ha fruito dei contenuti, né Facebook avrà dettagli sui contenuti”.

L’obiettivo del sistema è allargare la base degli utenti studiati per profilare anche testate e canali altamente specializzati, che, altrimenti, con il solo panel di Audiweb non darebbero risultati attendibili. I 40mila panelisti del campione ufficiale sono un “numero statisticamente rilevante”, riconosce Bordin, ma mai quanto i 31 milioni di iscritti a Facebook. “Il contributo del panel resta fondamentale. È la nostra fonte di verità”, precisa Marco Muraglia, presidente di Audiweb. Filippo D’Avanzo, coordinatore del comitato tecnico della società, aggiunge che “era necessario un cambio di paradigma. La ricerca è partita nel 2008, allora la fruizione avveniva tutta da pc”. Per elaborare i dati occorreranno 72 ore. Audiweb fornirà rapporti giornalieri e settimanale sull’audience da gennaio. Da aprile arriveranno anche le stime mensili.

Nel frattempo Audiweb è al lavoro con Auditel per individuare una sorgente unica con cui individuare i campioni di riferimento e il profilo sociodemografico degli utenti. In questo modo, in futuro si potrebbero avere ricerche che integrano i dati del web con quelli della televisione. Al posto di distinguere le abitudini dei consumatori tra piccolo schermo e internet, un domani Audiweb e Auditel potrebbero fornire un profilo unico di cosa guarda lo spettatore e dove spende più tempo. E avere così la risposta magica che editori e investitori pubblicitari cercano di continuo: dove è meglio investire i miei soldi?

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https://www.wired.it/attualita/media/2017/11/15/audiweb-facebook/